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FINISTERRE Teatro ai confini | 2023.2024 Decima Edizione

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Finisterre: il teatro ai confini con Baliani, Dal Mas e gli omaggi a Murgia, Calvino e De Andrè | Da Giovedì 23 novembre 2023 a Giovedì 2 maggio 2024

Quando 23/11/2023 21:00 al
03/05/2024 21:00
Nei giorni
  • 23/11/2023
  • 06/12/2023
  • 17/01/2024
  • 14/02/2024
  • 29/02/2024
  • 17/03/2024
  • 04/04/2024
  • 02/05/2024
Dove Teatro Super a Valdagno
Riferimento
Telefono 0445.428223
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Da una "partita letteraria" su Italo Calvino alle parole di "Stai Zitta!" di Michela Murgia per la regia di Marta Dalla Via, dai versi di Fabrizio De Andrè nell'interpretazione di Giulio Casale alle testimonianze "Del coraggioso silenzio" di Marco Baliani. Si alza il sipario sulla decima edizione di "Finisterre - Teatro ai confini". La rassegna, che quest'anno tornerà con tutti i suoi spettacoli al Teatro Super di Valdagno, prenderà il via giovedì 23 novembre con il "Dialogo ludico sulla Liberazione" del Gruppo Ateliersi ispirato al libro "Il Sentiero dei Nidi di Ragno" di Italio Calvino in occasione del centenario della nascita dello scrittore. A completare il programma degli otto appuntamenti figurano poi lo spettacolo vincitore del Premio Scenario Periferie 2023 "Luisa" di Valentina Dal Mas, le narrazioni coreografiche di indagine sulla felicità del collettivo Elevator Bunker e l'incontro "a forma di amore per il teatro" tra due generazioni con Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Nicola Borghesi. A chiudere la rassegna sarà, infine, lo spettacolo proposto dai Licei di Valdagno con la regia di Alessandro Sanmartin.

Anche quest'anno, parallelamente al ciclo di spettacoli, verrà proposto il progetto Zoom, un laboratorio per spettatori professionisti a cura dell'assessorato alla cultura del Comune di Valdagno in collaborazione con Livello 4 che invita gli studenti ad avvicinarsi al teatro anche attraverso incontri di approfondimento e attività di visione critica.
"Finisterre - Teatro ai confini 2024" è la rassegna teatrale organizzata dal Comune di Valdagno in collaborazione con La Piccionaia - Centro di Produzione Teatrale, Associazione Livello4, TrendEventi, I.I.S. "G.G. Trissino” e Liceo Artistico Boccioni.

Il cartellone

 

Gli spettacoli
- Schede -

Giovedì 23 novembre | Ateliersi
Italo Calvino: dialogo ludico sulla liberazione
elaborazione e composizione scenica Fiorenza Menni
elaborazione del testo e composizione del gioco Andrea Mochi Sismondi
con Rossella Dassu, Eugenia Delbue e Ahmed Lejri e Andrea Mochi Sismondi
musiche di Hazina Francia e Vincenzo Scorza
abiti a cura di Federica de Pascalis
design grafico Diego Segatto
In [gæp] Cos’è un GAP? un bambino dei nostri giorni si mette in relazione con le visioni, i pensieri e le azioni di Pin: il ragazzino monello e vagabondo protagonista de Il sentiero dei nidi di ragno, il primo romanzo di Italo Calvino, ambientato durante la Resistenza tra i partigiani delle montagne liguri. L’andamento dello spettacolo nasce dall’intuizione anti-retorica di Calvino, il cui romanzo viene elaborato in modo da poter entrare in dialogo con il giovane protagonista, che si trova a mettersi in gioco in prima persona conducendo una vera e propria “partita letteraria” con gli spettatori. Il bambino si lancia in un salto temporale per coinvolgere il pubblico in un gioco di analogie intorno al Sentiero dei nidi di ragno in cui si vince cogliendo battute mancanti e significati nascosti. Nasce una vera e propria “partita letteraria” a cui gli spettatori partecipano attivamente, vincendo premi in forma di libri.

Mercoledì 6 dicembre | Antonella Questa / Valentina Melis / Teresa Cinque
Stai zitta! Spettacolo teatrale tratto dal libro di Michela Murgia
di e con Antonella Questa, Valentina Melis, Teresa Cinque
regia di Marta Dalla Via
disegno luci Daniele Passeri
fonico audio Marco Oligeri, Francesco Menconi
scene Alessandro Ratti
costumi Martina Eschini
Questa, Melis, Cinque e Dalla Via hanno sempre avuto qualche difficoltà a stare zitte e lo dimostrano in questi anni i loro tanti spettacoli, video e libri, che affrontano, con ironia e intelligenza, tematiche sociali e anche femministe. Inevitabile quindi si incontrassero un giorno per dare vita a uno spettacolo comico e dissacrante su quanto la discriminazione di genere passi spesso proprio dal linguaggio. Le “frasi che non vogliamo più sentirci dire!” contenute nel libro, offrono così l’occasione di raccontare la soc la società contemporanea attraverso una carrellata di personaggi e di situazioni surreali. Dal mansplaining all’uso indiscriminato del nome proprio per le donne, passando per la celebrazione della figura “mamma e moglie di”, Questa, Melis e Cinque, guidate dalla sapiente regia di Dalla Via, sapranno coinvolgervi nella lotta contro gli stereotipi di genere, annullando già di fatto, con questo spettacolo, quello secondo cui “le donne sono le peggiori nemiche delle donne”!

Mercoledì 17 gennaio | Marco Baliani
Del coraggio silenzioso
di e con Marco Baliani
Musica dal vivo di Giorgio Gobbo
Collaborazione alla drammaturgia Ilenia Carrone
Di solito si associa alla parola “coraggio”, un’azione eclatante, dettata da un’urgenza impellente, un’azione che sfida la morte e se ne appropria, mostrando una luminosa presenza dell’umano. Ma c’è un altro tipo di coraggio, silenzioso e non appariscente, ed è di questa declinazione della parola Coraggio che questo spettacolo vuole dire. Il coraggio silenzioso agisce nell’essere umano quasi inaspettatamente, non presuppone una tempra guerriera, non si staglia sulla scena per mostrarsi nella luce, non si aspetta ricompensa, neppure quella, postuma, del racconto esaltante.
Questo coraggio agisce in forma sottomessa, agisce anch’esso per un’urgenza ineludibile, ma non pretende riconoscenza, non attende un ringraziamento, colui o colei che lo attuano lo fanno per necessità, una necessità che ha a che fare con la profondità dell’umano che è in noi, a cui è perfino difficile dare una spiegazione. Parole come compassione, solidarietà, altruismo, amore, carità, bontà, cercano di circoscrivere il mistero umano di quell’atto ma più che altro ne delimitano solo il valore empatico, perché non ci sono parole che spiegano come quell’impulso ad agire, nonostante tutto, avvenga in individui che di colpo “sentono” di dover compiere un gesto per loro improvvisamente “necessario”.

Mercoledì 14 febbraio | Vetrano / Randisi / Borghesi
"Grazie della squisita prova"  lo spettacolo è annullato e sostituito da "Fino a quando la mia stella brillerà, in programma giovedì 15 febbraio. Biglietti e abbonamenti rimangono validi per il nuovo titolo.
Uno spettacolo di Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Nicola Borghesi
scritto da Nicola Borghesi
regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi
coordinamento tecnico Nicolas Casoni
organizzazione Roberta Gabriele
una coproduzione Le Tre Corde - Compagnia Vetrano/Randisi e Kepler-452
con il sostegno di Liberty Associazione
con il sostegno della Regione Emilia Romagna e del Comune di Bologna
La storica coppia teatrale formata da Enzo Vetrano e Stefano Randisi, cuore pulsante di una tradizione teatrale antichissima e contemporanea, incontra Nicola Borghesi, regista trentacinquenne, nei corridoi dei teatri che comunemente frequentano. Si conoscono, si parlano, si vanno reciprocamente a vedere in scena. Tra loro scatta una strana, ineffabile scintilla, che ha a che fare con una forma di amore per il teatro che non sanno bene definire, ma che sentono comune. Le loro vite teatrali sono lontane anni luce, appartengono a mondi incomparabili, eppure hanno molte cose da dirsi. Ci sono, forse, molti misteri, che devono essere ascoltati e trasmessi.

Giovedì 29 febbraio | Giulio Casale
In direzione ostinata e contraria
uno spettacolo scritto e interpretato da Giulio Casale. Dedicato a Fabrizio De Andrè
«De André è una sorta di bussola valoriale. Per me bambino “Geordie” era il manifesto di ogni battaglia contro la pena di morte ovunque nel mondo. Da lì in poi, prostitute, tossicodipendenti, matti, il bestiario è perfetto. E tutti sono salvati dall’occhio di Fabrizio, con grande pietas». (Giulio Casale). Giulio Casale, attore teatrale e cantautore, racconta il percorso artistico del poeta e cantautore genovese. Alla narrazione si alternano le interpretazioni del repertorio di Faber personalizzate con rispetto, personalità ed eclettismo. L’omaggio a Faber si snoda sul filo dei ricordi e delle canzoni, grazie a un protagonista della musica d’autore italiana che ha vissuto fino in fondo la sua arte. La voce di Casale ripercorre in modo inimitabile alcuni tra i brani più significativi del “canzoniere” di uno dei più grandi cantautori italiani. Una serata unica per chiunque ami la musica e la poesia. La narrazione procede quasi sempre in senso cronologico; si passa in rassegna l’intera produzione discografica d’andreana, una storia lunga più di 40 anni, dal 1958 alla sua morte, ma non mancano le sorprese per chi ascolta.
Filmati originali, estratti audio, foto rare, canzoni dal vivo e su base: il racconto elude la glorificazione e va a fotografare gli snodi dell’artista, uno dei più importanti del Novecento italiano.

Domenica 17 marzo | Elevator Bunker
Delivery
Ideazione e regia Matteo Maffesanti, danza Mirko Tomezzoli, Jessica Pasetto, Dario Giacomini, Eddy Bosco, Irene Cordioli e Samuele Trentini, video Alessio Bertanza, consulenza artistica/coreografica Chiara Ameglio
Delivery è un progetto performativo del collettivo Elevator Bunker che nasce dal desiderio di indagare il tema della felicità intesa come stato d’animo di chi ritiene soddisfatti i propri desideri. La felicità è nelle relazioni, nei legami che stabiliamo con gli altri, con gli amici e con la famiglia, nella crescita personale e nella libera espressione della nostra creatività. Non c’è modo migliore di raccontare chi siamo, che svelando le nostre felicità più nascoste. In Delivery i performer attraversano una narrazione coreografica il cui sviluppo si basa sulla condivisione di sequenze motorie, improvvisazioni individuali o di gruppo e sospensioni del fluire scenico. Un gioco senza finzione e senza risparmio dove i danzatori trasformano le proprie fragilità in punti di forza. Comprendere la propria felicità, pretenderla, desiderarla, sfuggire la realtà ed infine osservarsi attraversando lo sguardo del pubblico sono aspetti in continua evoluzione che influenzano lo stare sulla scena dei performer e la relazione con il pubblico. Cosa mi rende felice? Quando posso essere felice? In quale modo posso esserlo? Questi interrogativi sono punti di partenza di una riflessione intima e profonda che i performer attraversano svelando passioni, desideri e gioie inaspettate. Delivery è uno spettacolo sul bisogno di essere felici in maniera incondizionata, senza temere di essere giudicati o esclusi. La performance è da considerare la continuazione dei precedenti progetti del collettivo Elevator Bunker, che hanno indagato il tema dell’identità e dell’inclusione sociale attraverso pratiche coreografiche inclusive.

Giovedì 4 aprile | Valentina Dal Mas
Luisa
di e con Valentina Dal Mas
produzione La Piccionaia
Spettacolo vincitore Premio Scenario Periferie 2023
Luisa nasce da un incontro con una donna di nome Luisa, conosciuta presso la Primula di Valdagno, cooperativa sociale che opera “al recupero globale di persone in qualunque modo emarginate”. Luisa cuce. Per non sfilacciarsi lontana dal mondo. Cuce le sue guance rosse ai suoi occhi timidi, birichini e intensi allo stesso tempo. Cuce per non perdere il filo, della sua vita. Cuce i frammenti di sé, li partorisce nell’aria che la circonda attraverso parole e danze che si defilano a passi levati dalla logica e da un senso lineare del tempo, si appoggiano all’andamento del Big Bang, della sospensione del respiro, dello zigzagare di una stella all’interno di una costellazione, dei mulini a vento.
Oscillando tra un andamento e l’altro, Luisa può lambire i confini della sua Terra Promessa dove “vede ciò che è possibile vedere solo quando gli occhi le si inumidiscono un po’”. Entra battagliera nella sua Terra Promessa come la Libertà che guida il popolo di Delacroix. Luisa guida gli esseri umani spiccatamente fragili come lei, anzi, no, gli esseri umani tutti tutti. Come Delacroix aveva riunito nel suo dipinto persone di ogni età e classe sociale, così Luisa crea attorno a sé un’adunanza di sfumature umane, sempre cangianti e dissonanti nel loro divenire. Ma Luisa non sguaina verso il cielo la bandiera di una nazione, fa svettare in aria una rosa, perché, prendendo in prestito le parole dello psichiatra Franco Rotelli, “mancano cinquemila rose, perché tante ne abbiamo messe ma altrettante ne avevamo in più promesse!”.

BIGLIETTI e ABBONAMENTI

- Abbonamento intero (sette spettacoli): 60 euro,
- Abbonamento ridotto Under 30 (sette spettacoli): 30 euro,
- Card per tre spettacoli a scelta: 30 euro,
- I biglietti singoli hanno invece un costo di 12 euro (intero), 6 euro (ridotto U30) e 10 euro (gruppi minimo 10 persone). Lo spettacolo "Eco" è fuori abbonamento.

Dove acquistare i biglietti:

"Finisterre - Teatro ai confini 2023 2024" è la rassegna teatrale organizzata
dal Comune di Valdagno in collaborazione con La Piccionaia

- Locandina

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