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Sezione geo-paleontologica

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La sezione geo-paleontologica propone ai suoi visitatori un viaggio a ritroso nel tempo, alla scoperta di luoghi e animali della vallata risalenti a quasi 300 milioni di anni fa. Le grandi modificazioni che hanno interessato l'ambiente nel corso delle ere geologiche sono rese più facilmente comprensibili grazie alla presenza di tavole a colori, abbinate ad ogni vetrina, le quali riproducono i reperti esposti all'interno del loro habitat naturale.

La Valle dell'Agno era già nota nella metà del XVIII al naturalista Giovanni Arduino, famoso per aver affermato a livello mondiale il principio della stratificazione. Tra la fine dell'800 e l'inizio del 900 il valdagnese dott. Domenico Dal Lago conciliava la professione di medico condotto con la passione per la geologia, interesse che lo affermò negli ambienti scientifici nazionali ed internazionali grazie alle sue numerose pubblicazioni e alla scoperta dei giacimenti corallini di Rialto (1898), dei depositi eocenici di Rivagra (1899) e di Grola (1901).

 

ERA PRIMARIA

Nella Valle dell'Agno è rapppresentato esclusivamente l'ultimo periodo di questa era: il Permiano.pannello arenarie
Le rocce più antiche affioranti, di tipo metamorfico per lo più filladi quarzifere, derivano da antichi sedimenti argillosi sottoposti ad enormi pressioni sviluppatesi in connessione alle fasi orogenetiche che hanno provocato il sollevamento di catene montuose. Sovrapposta alle filladi, attraverso una evidente superficie di erosione dovuta all’emersione dell’area, poggia la base delle Arenarie della Val Gardena sulle quali sono state rinvenuti resti fossili di piante, impronte di gocce di pioggia e diverse impronte di tetrapodi, in particolare rettili.
Alla fine di questa era il mare invade l’area di Recoaro dando vita ad un ambiente inospitale e sfavorevole alla vita.

ERA SECONDARIA

Il primo periodo dell'era secondaria, il Triassico, è molto ben rappresentato soprattutto nel territori di Recoaro e la successione sedimentaria della valle testimonia un susseguirsi di ambienti talora di profondi bacini, talora di mare poco profondo, talora di terre emerse il tutto testimoniato da una ricca fauna fossile, continentale e marina.pannello werfen
Verso la fine del Triassico medio si assiste alla comparsa di numerosi centri vulcanici: tutta l'area di recoaro viene coinvolta determinan do la formazione di potenti coltri di lave e materiali vulcanoclastici che colmeranno i bacini. Importante conseguenza di questa attività vulcanica è la mobilizzazione di minerali all'interno delle rocce con la comparsa di vaste aree minerarie come il giacimento del Monte Civillina.
Lo smantellamento ad opera degli agenti atmosferici, delle formazioni originatesi in precedenza e il riempimento delle depressioni porta allo spianemento della zona e al succesivo instaurarsi di un ambiente di piattaforma carbonatica caratterizzato da una sedimentazione marina di bassissima profondità che darà origine alle nostre dolomiti.
Dopo una breve emersione dell'area nel Giurassico la zona subirà un completo annegamento con la conseguente deposizione di calcari fittamente stratificati ricci di organismi pelagici come le ammoniti.
Successivamente, a causa di un evento anossico (ambiente povero di ossigeno) si sono startificati calcari scuri, fetidi alla percussione, ricchi di silice, sostanza organica e frammenti fosfatici ricchi  di testimonianze di resti di pesci e di minerali di silice e marcasite. Quest'ultimo strato roccioso (Livello Bonarelli) è venuto alla luce in occasione dei lavori per la realizzazione del tunnel Valdagno/Schio. 


ERA TERZIARIA

All'inizio dell'era terziaria si sviluppa un’intensa attività vulcanica concentrata in una particolare struttura vulcano tettonica denominata “Graben dell’Alpone Chiampo”,  costituita da una depressione allungata. La Valle dell’Agno era situata al di fuori di questa fossa, tuttavia interessata da una discreta attività vulcanica i cui prodotti effusivi venivano rimossi e risedimentati all’interno del Graben. Il fondale di questo Graben era colonizzato da diversi organismi i cui resti  si sono ben conservati in queste tufiti. Due giacimenti riferibili a questo periodo sono stati scoperti dal dott. Dal Lago: si tratta del giacimento di Grola costituito da una lente di arenaria vulcanica ricca di fauna marina ed il giacimento di Rivagra che presenta una mescolanza fra molluschi marini e gasteropodi continentali che permette di intuire come questa area emersa fosse localizzata in prossimità di una terra emersa e da questa alimentata.

Altri due importanti siti caratterizzano il territorio della Vallata: il giacimento di lignite del Monte Pulli e le Fosse di Novale.pannello pulli
Il primo è costituito da una serie di strati di lignite intercalati a scisti bituminosi e materiali litici per uno spessore di 80 metri circa. La sua genesi potrebbe essere attribuita alla presenza di una baia con grande apporto di resti vegetali di tipo continentale che periodicamente veniva sommersa dal mare, come testimoniano la presenza di fossili marini. Un importante ritrovamento dello scheletro di un piccolo esemplare di coccodrillo è stato rinvenuto nell’analogo giacimento lignifero dei Savignago presso Cornedo.

Le "Fosse di Novale" sono un importante giacimento, sempre dell’Eocene medio, localizzato all’interno di una grande depressione nei Calcari Nummulitici. Tale depressione sarebbe stata occupata da un bacino salmastro parzialmente in connessione con il vicino mare. In questi strati di marme grigie ricche di vegetali fossili, sono stati trovati resti di pesci, molluschi ed anche un insetto, il Carabus novalensis. Oltre che per i fossili, le Fosse di Novale sono conosciute anche per la presenza fra le sabbie di dilavamento delle rocce vulcaniche, di numerosi minerali: limonite, quarzo, zirconi e piccoli zaffiri.

40 milioni di anni fa la distribuzione delle terre era ancora diversa da quella attuale. In Italia vi era un mare chiamato Tetide che si estendeva da est verso l’Oceano Indiano. Anche la posizione dei poli era diversa da quella attuale, così l’area della Tetide cadeva in piena fascia tropicale. Il territorio della nostra vallata era occupato da una vasta laguna con acque limpide, poco profonde, e calde, mentre comincia a formarsi ed a crescere lungo l’attuale margine sud-orientale dei Berici una grande barriera corallina oltre la quale si era in pieno mare aperto.