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Santa Maria di Panisacco

Il Santuario di S. Maria di Panisacco è situato a monte dell'abitato di Maglio di Sopra, nel comune di Valdagno e dall'alta rupe su cui sorge si domina l'intera Valle dell'Agno

 S. Maria di Panisacco

Valdagno - Loc. Maglio di Sopra tel. 0445/411650

Il Santuario di S. Maria di Panisacco è situato a monte dell'abitato di Maglio di Sopra, nel Comune di Valdagno, e dall'alta rupe su cui sorge, a m 469 s.l.m., domina l'intera Valle dell'Agno
        
Forse proprio per la sua posizione, oltre che per l'armonia architettonica ed ovviamente per il significato religioso, è divenuto patrimonio di tutti gli abitanti della vallata che ne hanno fatto meta di continui pellegrinaggi. Per accedervi occorre salire una scalinata di ben 235 gradini alla sommità della quale, solitario e raccolto, si apre uno spiazzo verde, ombreggiato da alcuni cipressi, che si conclude con l'ampio porticato di accesso al Santuario. Un porticato con copertura a capanna, sorretta da una doppia serie di tre arcate a tutto sesto. La Chiesa che segue è costituita da una semplice navata con il soffitto a capriate in legno, oltre la quale si apre un modesto presbiterio con l'altare dedicato alla Natività di Maria. Sul lato sinistro della navata si apre un'abside con un altare dedicato al Sacro Cuore.           
Dal fondo della navata si può accedere, oltre che alle sacrestie, anche alla torre del campanile, la cui cella campanaria, aperta sui quattro lati con altrettanti fori ad arco, è coperta da un tetto a quattro falde.           

Cenni Storici

Le origini del Santuario risalgono agli inizi del XIII° secolo: sembra infatti avvenire nel 1212 l'erezione di un piccolo tempio dedicato alla Natività di Maria, all'interno di un castello realizzato, o forse soltanto ricostruito, nella medesima epoca da Panensacco Trissino, figlio di Olderico d'Alemana, il quale, sceso in Italia con Federico Barbarossa nella seconda metà del XII° secolo, ricevette dallo stesso in dono le terre dell'intera Valle dell'Agno.
L'impianto del fortilizio, distrutto alla fine del secolo, forse nel 1282 per lotte interne nel casato dei Trissino, ha condizionato certamente l'andamento irregolare del muro di sostegno del sagrato e risulta ancora riconoscibile nei ruderi della torre oggi alle spalle del monumento ai caduti.
L'antico impianto medievale venne arricchito da interventi consistenti realizzati in epoca quattrocentesca, in conseguenza del passaggio della chiesa ai Canonici di Mantova.

             
Il sito si trasformò in luogo di meditazione grazie anche alla presenza di un monasterium, probabilmente integrato con le case che oggi formano il piccolo aggregato rurale che conserva la denominazione di "Frati di Santa Maria", dal quale si dipartiva l'unico sentiero di accesso alla Chiesa. Lungo l'impervio sentiero, trasformato nel 1926 nell'attuale scalinata, nei primi anni del '700 vennero poste delle stazioni in pietra della Via Crucis di cui però non rimane oggi alcuna traccia, e che sono state sostituite da gruppi scultorei in bronzo raffiguranti i Misteri del Rosario realizzati dallo scultore padovano Felice Canton.  
            
Un ulteriore impulso alla trasformazione della chiesa si ebbe a partire dal 1445 con l'acquisizione del bene da parte dei Canonici Lateranensi. e l'inizio di una grande fase di rinnovamento della stessa, nonché di arricchimento dell'apparato decorativo interno, che durò di fatto fino alla soppressione del monastero nel 1767. Tra le opere realizzate in questo periodo ricordiamo il dipinto con l'immagine della Vergine raffigurata ancora bambina in braccio alla madre S.Anna per l'altare maggiore (1483), l'erezione del campanile (1713), l'istituzione di una mansioneria (1713), e la sostituzione del precedente altare maggiore in legno con l'attuale altare di marmo carrarese e diaspro di Sicilia (1762).
In seguito alla legge del 1767 del Senato Veneto che ordinava la soppressione di conventi e monasteri, i Canonici Lateranensi vennero soppressi in tutto lo Stato Veneto e nel 1773 la Chiesa di S. Maria venne posta all'incanto con i beni annessi ed acquistata dalla famiglia Andrighetti, di cui rimane ancora lo stemma sulla parte superiore del prospetto principale. Verso la metà dell'800 la proprietà della Chiesa venne ereditata dalla Contessa Zon, vedova Marcello, che cedette al Vescovo l'uso della Chiesa nel 1895.
A causa delle scarse cure prestate dagli ultimi proprietari, il Santuario si presentava agli inizi del '900 in pessime condizioni ulteriormente peggiorate da furti e atti vandalici.
Fortunatamente nel 1903 si costituì un apposito comitato per realizzare le necessarie opere di manutenzione e vennero raccolte copiose offerte tra gli operai dei dintorni.
Dal 1942 il Santuario è divenuto parte integrante della novella Parrocchia di Maglio di Sopra la quale ha periodicamente provveduto all'esecuzione di lavori di manutenzione e restauro realizzati anche in tempi assai recenti. Tra gli interventi ricordiamo la realizzazione dell'attuale pavimento in marmo della Chiesa (tra il 1945 e il 1950), la sostituzione di alcune travature nella copertura del porticato (1964), l'ornamento delle immagini della Madonna e di S. Anna con delle corone d'oro realizzate dall'artista di Como Pino di Sant'Elia (1965), l'inserimento lungo la scalinata che porta al Santuario dei "Misteri del Rosario" in bronzo modellati da Felice Canton di Camisano e inseriti all'interno di nicchie in pietrame squadrato con faccia a vista (fine anni '60), la realizzazione della Pietà sempre in bronzo, ad opera dello stesso Canton e collocata nell'edicola sacra di Contrada Frati di Santa Maria (1988), la copertura dell'abside dell'altare maggiore con un prezioso mosaico in lamina d'oro (1972), la realizzazione delle vetrate delle due finestre sulla parete Sud della Chiesa rappresentanti l'Annunciazione (1986).

Nel 1996 è stato effettuato un rinforzo delle mura di cinta, con posa di una nuova ringhiera di protezione;

nel 1997 illuminazione dei 15 capitelli "misteri del rosario" e trasporto dell'acqua potabile alla fontanella dietro la chiesa;

nel 2001 rifacimento della gradinata di 235 gradini con rispettivo parapetto;

nel 2005 costruzione di 5 nuovi capitelli per l'aggiunta dei bronzi raffiguranti i "5 misteri della luce", voluti da Papa Giovanni Paolo II, dell'artista Romeo Sandrin. Comune di Valdagno , 23/08/2002