|
Nel 2002 è stata inaugurata una
piccola esposizione dedicata a reperti provenienti dal sito del Castello di Valdagno
e nel 2006 il materiale espositivo è stato implementato dando così
vita ad una vera e propria sezione che raccoglie e valorizza le testimonianze
emerse negli ultimi anni della lunga frequentazione da parte dell'uomo dell'alta
valle dell'Agno, documentata dai tempi più remoti con continuità
fino ad epoca medievale.
NEOLITICO
Rive di Novale
Il sito, in Comune di Valdagno, è localizzato sulla sinistra idrografica
del torrente Agno, sul piede di versante del monte Mucchione. Nel 1975 un rinvenimento
casuale da scasso permise il ritrovamento di industria litica, materiale ceramico
e osseo, resti di focolare, così che si può ipotizzare si trattasse
di un lembo di abitato in situ. La ceramica è caratterizzata da numerosi
frammenti di recipienti grossolani decorati da cordoni con impressioni a tacche
o a ditate; l'industria litica è costituita da punte foliate peduncolate
e uno strumento di tipo campignano. Nel complesso il rinvenimento è databile
al Neolitico/Eneolitico (fine del IV-inizi del III millennio a.C.).
ETÀ DEL BRONZO
Castello di Valdagno
Il colle del Castello, in comune di Valdagno, è localizzato sulla destra idrografica
del torrente Agno; dal sito è possibile un'ampia visuale su tutta la valle,
che proprio in questo punto si allarga. I materiali furono raccolti in superficie
dal gruppo di appassionati "Val de l'Agno" nel 1994, e sono estremamente abbondanti
e diversificati, anche se molto frammentati: essi attestano la sicura presenza
di un insediamento stabile sul colle. Si tratta di frammenti ceramici decorati,
di strumenti litici e di materiale metallico, tra cui scorie di fusione e un
falcetto frammentario, databili ad un periodo compreso tra XVI e X sec. a.C.

Basto al Campetto
La Sella di Campetto (m.1553, comune di Recoaro Terme) è ubicata tra
Monte Campetto e Cima Cengia Bianca, lungo la dorsale che costituisce la linea
di spartiacque tra il bacino dell'Agno e quello del Chiampo. La località,
oggetto di significativi racconti popolari, fu esplorata nella seconda metà
del XIX secolo dal Bologna, e tra il 1976 e il 1978 da Paolo Visonà che
vi rinvenne due nuclei di materiale: materiali litici databili all'età
del Bronzo recente-finale (XIII-X sec.a.C. ) e materiale tardo antico. Il materiale
litico, tra cui punte di freccia e raschiatoi, attesta una frequentazione sporadica
del sito, per motivi di caccia e allevamento o di controllo territoriale.
Cima Marana
Cima di Marana (m.1552, comune di Recoaro) fa parte del sistema di creste che
costituisce la linea di displuvio tra il bacino dell'Agno e quello del Chiampo.
Dalla zona provengono materiali sporadici, databili ad epoche diverse. A Cima
Marana è stato rinvenuto uno splendido pugnale a lingua da presa, integro,
databile all'età del Bronzo recente (XIII-XII sec. a.C.) e riferibile
a un tipo ampiamente diffuso nell'Italia centro-settentrionale. Dalla zona proviene
anche un frammento di pane in rame, testimonianza della circolazione di metallo
allo stato semilavorato dall'area trentina a quella altovicentina nella protostoria.
ETÀ ROMANA
Basto al Campetto
Dagli scavi Visonà (1976-1978) provengono numerose olle frammentarie,
ad impasto piuttosto grossolano, databili per forma e motivi decorativi ad età
tardoantica (IV sec. d.C.). La frequentazione del sito in quel periodo, per
motivi di transito, caccia, allevamento o controllo territoriale, è confermata
dal rinvenimento nel corso degli stessi scavi di una moneta raffigurante Costantino
il Grande, emessa dalla zecca di Arelate tra il 333 e il 334 d.C. (inserire
foto moneta.jpeg)
Marana
Le ricerche del gruppo di appassionati A.R.E.A. hanno condotto al rinvenimento
di materiale sporadico pertinente ad epoche diverse nella zona di Marana. Si
segnala una moneta consunta, ma sicuramente databile al IV sec. d.C., che conferma
la frequentazione tardoantica delle creste costituenti lo spartiacque tra bacino
dell'Agno e bacino del Chiampo.
ETÀ MEDIEVALE
Basto al Campetto
La località di Basto al Campetto fu frequentata anche in epoca altomedievale.
Già durante gli scavi Visonà (1976-1978) si rinvenne una fibbia
-oggi purtroppo dispersa- a placca triangolare allungata, decorata da motivi
animalistici, databile al VI-VIII sec. d.C. Allo stesso periodo sono ascrivibili
alcuni reperti in metallo, rinvenuti casualmente, tra cui una punta di lancia.
Ad epoca successiva (XII-XIII sec. d.C.) sono databili, sia per le caratteristiche
tecnologiche che tipologiche, alcuni frammenti ceramici ascrivibili ad olle
e secchielli di uso domestico, rinvenuti durante gli stessi scavi Visonà.
Marana
Ad epoca medievale (XIV- XV sec. d.C.) è databile un gancio di cintura
in bronzo e ferro, rinvenuto casualmente dal gruppo A.R.E.A. Esso attesta la
continuità di frequentazione stagionale della zona delle creste.
Comune di Valdagno
|