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Ubicato nel corso principale del centro storico della città, prende il nome dalla famiglia che lo fece costruire da ignoto architetto e che lo abitò a partire dalla seconda metà del 1700. La facciata anteriore si erge sul Corso e si sviluppa in simmetria rispetto al portale d'ingresso sovrastato da una finestra - porta con il suo lungo ballatoio. L'arco d'ingresso introduce nell'atrio che conserva ancora il pavimento originale a ciottoli di fiume, solcato dalle due corsie di pietra per il passaggio delle carrozze.
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Nella parete settentrionale dell'atrio si aprono due archi gemelli, con pilastri decorati da un motivo floreale, che immettono alla scala d'onore: degna di attenzione è l'originale ringhiera in ferro battuto a disegno settecentesco. Nel pianerottolo del piano nobile si ripropone il motivo degli archi gemini, che si ripetono all'interno del salone centrale. Due colonne tuscanico - doriche delimitano lo spazio tra l'atrio ed il luminoso cortile, chiuso a settentrione dalla lunga ala della foresteria. Il fianco destro del cortile vede un portico, chiamato Galleria dei Nani, che doveva in origine essere stato adibito a scuderie, con una sequenza di nove archi ribassati su robusti pilastri di pietra scheggiata; sopra questi corre un parapetto su cui sono collocati, secondo il ritmo dei pilastri, piccoli nani di pietra tenera di fattura settecentesca.
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Conclude il cortile, ed immette al giardino, una robusta quanto elegante cancellata, con prezioso cimiero in ferro battuto, scandita da pilastri di pietra sormontati da sculture.
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Comune di Valdagno
, 15/05/2002
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